Pesci sempre affamati, acquario vicino alla luce e acqua sempre gialla: 3 Errori da non fare

Perché i pesci sembrano sempre affamati?

Una delle domande più frequenti tra gli acquariofili riguarda il comportamento dei pesci quando ci avviciniamo alla vasca. Molti appassionati notano che i pesci sembrano avere sempre fame e tendono a salire verso la superficie non appena vedono il proprietario.

La spiegazione è principalmente biologica e comportamentale.

Molte specie di pesci tropicali ornamentali in natura sono opportuniste dal punto di vista alimentare. Questo significa che mangiano ogni volta che trovano del cibo disponibile. Nell’ambiente naturale infatti il cibo non è sempre presente: può essere scarso, intermittente e spesso soggetto a forte competizione.

In acquario però la situazione è completamente diversa. I pesci imparano rapidamente ad associare la presenza dell’uomo all’arrivo del cibo. Anche piccoli segnali come l’ombra davanti alla vasca, l’apertura del coperchio o semplicemente l’orario abituale del pasto diventano stimoli che li portano a cercare immediatamente il cibo.

Questo comportamento non significa necessariamente che i pesci abbiano davvero fame: si tratta piuttosto di un condizionamento comportamentale.

Attenzione alla sovralimentazione dei pesci

Il rischio più grande di questo comportamento è la sovralimentazione.

Molti acquariofili, vedendo i pesci che chiedono cibo, tendono a somministrarne più del necessario. Tuttavia questo può creare diversi problemi all’interno dell’acquario.

Tra i principali rischi troviamo:

aumento dell’inquinamento organico nell’acqua

accumulo di detriti nel fondo dell’acquario

peggioramento della qualità dell’acqua

problemi metabolici e epatici nei pesci

riduzione dell’aspettativa di vita degli animali

Per questo motivo è importante seguire alcune semplici regole di base.

Generalmente è consigliabile alimentare i pesci una o due volte al giorno, somministrando una quantità di cibo che venga consumata in 30-60 secondi.

Un altro accorgimento utile è prevedere un giorno di digiuno alla settimana, pratica che simula ciò che accade in natura, dove il cibo non è sempre disponibile.

Fanno eccezione alcune situazioni specifiche, come:

avanotti in crescita

pesci erbivori con metabolismo molto rapido

pesci in fase di riproduzione

In questi casi il fabbisogno alimentare può essere diverso.

Perché non mettere l’acquario vicino a una finestra

Un altro errore piuttosto comune riguarda la posizione dell’acquario in casa.

Molte persone collocano la vasca vicino a una finestra o in una zona molto luminosa della casa. Anche se può sembrare una scelta estetica piacevole, in realtà la luce solare diretta può creare diversi problemi all’equilibrio dell’acquario.

La luce del sole ha infatti uno spettro luminoso completo e un’intensità molto elevata, non regolabile come quella delle lampade specifiche per acquari.

Questo può provocare diversi effetti indesiderati.

Proliferazione di alghe

Uno dei problemi più frequenti è la crescita incontrollata delle alghe.

L’energia luminosa eccessiva, non bilanciata da nutrienti e CO₂, favorisce la comparsa di:

alghe filamentose

diatomee

acqua verde causata dal fitoplancton

Questo fenomeno può compromettere l’estetica della vasca e l’equilibrio biologico dell’acquario.

Sbalzi termici dell’acqua

Un secondo problema è legato alla temperatura dell’acqua.

La luce solare scalda il vetro dell’acquario e può far aumentare rapidamente la temperatura interna, causando sbalzi termici che stressano i pesci.

Un aumento eccessivo della temperatura può inoltre ridurre la quantità di ossigeno disciolto nell’acqua, creando ulteriori problemi per gli animali.

Fotoperiodo incontrollato

Infine la luce naturale crea un fotoperiodo irregolare.

In acquario l’illuminazione dovrebbe essere controllata e costante, generalmente tra 8 e 10 ore al giorno. La luce proveniente dalle finestre invece varia durante la giornata e durante le stagioni, alterando i cicli naturali delle piante e favorendo ulteriormente la crescita delle alghe.

Acqua gialla in acquario: è davvero sporca?

Un altro dubbio molto diffuso tra gli appassionati riguarda il colore dell’acqua. Molti acquariofili si preoccupano quando l’acqua dell’acquario assume una leggera colorazione giallo-ambrata.

In realtà non sempre questo è un segnale di sporco o di cattiva qualità dell’acqua.

La causa più comune: i tannini

Nella maggior parte dei casi il colore giallastro è causato dai tannini rilasciati da elementi naturali presenti in acquario, come:

legni naturali

foglie di catappa

pigne di ontano

Queste sostanze rilasciano acidi umici che colorano leggermente l’acqua, rendendola simile a quella di molti ambienti naturali tropicali, come i biotopi amazzonici.

In questi casi non c’è alcun motivo di preoccuparsi: l’acqua ambrata è spesso perfettamente naturale e persino benefica, perché i tannini possiedono anche leggere proprietà antibatteriche.

Quando l’acqua gialla può indicare un problema

Esistono però situazioni in cui la colorazione dell’acqua può indicare un eccesso di sostanze organiche.

Se insieme al colore giallo si notano anche altri segnali, come:

cattivo odore dell’acqua

presenza di schiuma in superficie

accumulo di detriti nel fondo

allora potrebbe essere necessario intervenire con alcune operazioni di manutenzione.

Tra le più utili troviamo:

sifonatura del fondo dell’acquario

cambio del 20-30% dell’acqua

controllo e pulizia del filtro biologico

In alcuni casi può essere utile anche utilizzare carbone attivo, che aiuta ad assorbire sostanze coloranti e impurità.

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Legni nuovi non trattati

Un’altra causa possibile dell’acqua gialla è l’inserimento di radici o legni nuovi non pretrattati.

I legni appena inseriti possono rilasciare tannini per diverse settimane. Per ridurre questo fenomeno è consigliabile pretrattare il legno, ad esempio bollendolo e pulendolo accuratamente prima di inserirlo in acquario.

Come capire se l’acqua dell’acquario è davvero sana

Per valutare correttamente la qualità dell’acqua è sempre importante controllare alcuni parametri fondamentali tramite test specifici.

In un acquario ben equilibrato i valori dovrebbero essere generalmente:

Ammoniaca (NH3): 0

Nitriti (NO2): 0

Nitrati (NO3): inferiori a 25 mg/l

pH stabile

Se questi parametri sono corretti e i pesci mostrano un comportamento normale, una leggera colorazione ambrata dell’acqua non rappresenta affatto un problema.

La stabilità è più importante dell’estetica

Quando si parla di acquariologia è importante ricordare un principio fondamentale: la stabilità dell’ecosistema è sempre più importante dell’estetica.

Un’acqua leggermente ambrata, una luce ben regolata e una corretta alimentazione dei pesci contribuiscono a creare un ambiente più naturale e salutare per gli animali.

Capire il comportamento dei pesci e il funzionamento dell’acquario permette di evitare molti errori comuni e di mantenere un acquario equilibrato nel tempo.